- STORIA E ARCHEOLOGIA -
Il Dizionario Angius-Casalis (1826) ci informa che Genoni era 'un villaggio della Sardegna nella provincia e prefettura d'Isili e nel mandamento di Laconi. Era compreso nella Parte-Valenza che fu una della curatorie del regno d'Arborea'.
La presenza di numerosi nuraghi testimonia il fatto che Genoni e' stato abitato fin dai tempi remoti. Sono tuttora integri il nuraghe di Birìu e quello di Santu Perdu, mentre sparsi nelle campagne del paese, si possono notare i ruderi di: Perdaligeri, Larunza, Duìdduru, Sussùni, Cijus, Bau-e-peddi, Monticordèris, Corrazzu, Scalamanna, Margini, Lorìas, Coccolò, Addòri, norache Longu, Tresbìas, Corongìu, Santamaria, Giàru e i quattro detti Gurdilonis.
Nel territorio genonese sono presenti anche alcune Domus de Janas: si trovano in due zone che si chiamano Is Pilluncheddas e Is Pilluncas Mannas entrambe a pochi chilometri dal paese. Sulla Giara, invece, non possiamo non ricordare il sito di Bruncu Suergiu.
- ARTE E ARCHITETTURA -
Sulla sommita' del colle di Santu Antine si possono ammirare alcuni ruderi che risalgono ai primi secoli del cristianesimo, con una piccola cappella consacrata a S. Costantino e S. Elena.
La chiesa parrocchiale e' dedicata a Santa Barbara Vergine e Martire. Si tratta di un interessante edificio realizzato nel XVI secolo,in pietra basaltica a vista, seguendo stilemi architettonici di gusto tardo gotico, evidenti sopratutto all'interno, nella zona del presbiterio, per la presenza di archi a sesto acuto nelle campate e nelle cappelle laterali. All'esterno, accanto ad un prospetto facciale in cui gli elementi estetici sono motivati da esigenze funzionali, si eleva un robusto campanile a canna quadrata diviso in due ordini e cella campanaria dotata di monofora su ogni faccia.
La festa della santa si celebra il quattro dicembre ed e' una festa prevalentemente religiosa.